Mastoplastica addittiva, riduttiva e mastopessi

TECNICHE,DUBBI,PREGIUDIZI, E DISINFORMAZIONE: Solo pochi sanno che, affidandosi ad un buon chirurgo il seno, così detto “rifatto”, non appare tale Se “rifatto” bene risulta discreto, naturale e di buon gusto, come il senso estetico del chirurgo che l’ha “trasformato” e la paziente lo porterà con estrema disinvoltura senza alcun imbarazzo. Non è esatto credere che un seno “operato” debba essere obbligatoriamente perfetto come nella maggioranza degli interventi che ne aumentano il volume . Se i seni, una volta operati, evidenziano cicatrici, imperfezioni o leggeri cedimenti, non devono far pensare all’imperizia o all’incapacità del Chirurgo Plastico, ma alla possibilità che il seno sia stato “rifatto” anche per motivi ricostruttivi o per difetti imbarazzanti per la donna, come nel caso di gigantomastie o di mammelle cascanti con eccesso di pelle e di ghiandola. In questi casi le cicatrici sono inevitabili anche se scompaiono quasi completamente entro un anno. Quindi oltre alle mastoplastiche addittive che aumentano il volume e che danno risultati ottimali, ci sono le Mastoplastiche ricostruttive che correggono seni con difetti importanti, come mammelle molto abbassate (ptosiche),o troppo voluminose o dismorfiche (tuberose, asimmetriche…) o con esiti di chirurgie demolitive per tumori al seno. Vengono chiamate Mastopessi gli interventi che correggono la ptosi e Mastoplastiche riduttive o correttive quelle che correggono i difetti sopra descritti. E’ utile sapere che sia la MASTOPESSI che la MASTOPLASTICA RIDUTTIVA O CORRETTIVA lasciano esiti cicatriziali, anche se quasi invisibili e chi si sottopone a questi interventi non può paragonarsi al risultato di donna giovane che si è sottoposta al semplice aumento del proprio seno poco sviluppato. Si ottiene un risultato quasi perfetto anche nelle ptosi (caduta del seno) e ipertrofie mammarie lievi e moderate con la moderna tecnica di mastopessi con autoprotesi ghiandolare con il successivo camuffamento delle brevi cicatrici con tatuaggi medici. L´intervento di scultura del nuovo seno e del suo rassodamento è finalizzato alla riduzione della cute in eccesso, con sollevamento e contemporanea riduzione dell´areola, e al rimodellamento e sollevamento di una parte della ghiandola mammaria eseguito in modo da dare lo stesso effetto che si otterrebbe inserendo delle protesi (da qui il termine “auto protesi ghiandolare”) AUMENTARE IL SENO SENZA INTERVENTO CHIRURGICO: Ultimamente si parla molto dell’aumento del seno senza ricorrere al bisturi , utilizzando acido ialuronico quale il Macrolane o attraverso l’aspirazione e la successiva infiltrazione di proprie cellule di grasso (lipofilling o lipostruttura). Entrambe le tecniche sono valide solo per piccole correzioni di volume e dovrebbero essere complementari alle mastoplastiche complesse. E’ importante sottolineare che il MACROLANE non da risultati definitivi in quanto l’acido ialuronico iniettato viene riassorbito dall’organismo. IL LIPOFILLING invece dà risultati permanenti ed e’ la tecnica più naturale sempre e solo per piccoli aumenti di volume (non più di una taglia di seno!!!). Si preleva del grasso in surplus, ad esempio da cosce o glutei, per spostarlo, dopo aver selezionato le cellule vitali, nel polo superiore della mammella che è il primo punto a svuotarsi. Alcune cellule iniettate sono cellule staminali e prendono la caratteristica delle cellule circostanti. Inoltre circa la metà dei lipociti trapiantati attecchiscono in modo permanente. QUALE STRADA SCEGLIERE: L’intervento ottimale per aumentare il seno resta comunque, quando è possibile, quello con le protesi mammarie. Se il chirurgo plastico e la paziente hanno entrambi buon gusto e buon senso, concorderanno insieme la tecnica e il volume delle protesi, per ottenere un seno perfetto ma nello stesso tempo naturale. Ci sono alcuni parametri ben codificati per essere sicuri del risultato definitivo. Si calcola la circonferenza del torace al solco mammario, l’altezza, il peso e lo spessore e tonicità della pelle. E si calcola bene la misura finale, tenendo presente che il volume delle protesi andrà a sommarsi a quello della ghiandola esistente. Si possono eguagliare anche discrete differenze di taglia e di forma. Le protesi, di alta qualità e certificate , non si sostituiranno mai e devono essere garantite a vita. Si deciderà anche la via di accesso e quindi se nascondere le cicatrici nel cavo ascellare o nella parte inferiore dell’areola. Spetta invece all’esperienza e abilità del chirurgo il corretto posizionamento della protesi. Si può ottenere la perfezione solo valutando bene il volume di queste ultime ed il loro posizionamento riferendosi alle misure ideali di ogni singolo soggetto. La base della protesi collocata un centimetro più in alto o più in basso può determinare o un seno che guarda in giù, o un capezzolo troppo proiettato verso l’alto (bello ma innaturale!!). L’intervento viene eseguito in sedazione con anestesia locale (chi lo desidera può comunque richiedere anche l’anestesia totale) e non sempre necessita di pernottamento in clinica. Seguirà una cura antibiotica a scopo preventivo e la prescrizione di farmaci anti infiammatori per sedare il dolore delle prime 24 ore post operatorie. La paziente potrà riprendere le normali attività quotidiane dopo 3/4 giorni, mentre è meglio che eviti l’attività fisica per le successive tre settimane ; dovrà inoltre indossare un reggiseno elastico contenitivo e una fascia toracica per lo stesso periodo. A cura del Dott. Massimo Re Specialista in Chirurgia Estetica e Plastica

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